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ConcettoDefinizioneAutoreRiferimentoNote
Cultura come memoria

La memoria costituisce la condizione per lo sviluppo della cultura, al punto tale che si può parlare di CULTURA COME MEMORIA

(Lotman e Uspenskij hanno definito la CULTURA come “memoria collettiva non ereditata”: ovvero tutti siamo membri di varie culture, che vengono riprodotte non per mezzo di geni ma di simboli).

La cultura della memoria oggi comprende anche, o anzitutto, la responsabilità delle proprie colpe e l’empatia verso la sofferenza degli altri

Aleida Assman
Devoir de mémoire

L’obligation morale de témoigner, individuellement ou collectivement, d’événements dont la connaissance et la transmission sont jugées nécessaires pour tirer les leçons du passé ( la Résistance ou la déportation pendant la Seconde Guerre mondiale par exemple). 

Petit Larousse reprise par Ledoux 2016
Lieu de mémoire

« Les lieux de mémoire, ce sont d’abord des restes. La forme extrême où subsiste une conscience commémorative dans une histoire qui l’appelle, parce qu’elle l’ignore. C’est la déritualisation de notre monde qui fait apparaitre la notion. Ce que sécrète, dresse, établit, construit, décrète, entretient par l’artifice et par la volonté une collectivité fondamentalement entrainée dans sa transformation et son renouvellement. Valorisant par nature le neuf sur l’ancien, le jeune sur le vieux, l’avenir sur le passé. Musées, archives, cimetières et collections, fêtes, anniversaires, traités, procès-verbaux, monuments, sanctuaires, associations, ce sont les buttes témoins d’un autre âge, des illusions d’éternité. D’où l’aspect nostalgique de ces entreprises de piété, pathétiques et [29] glaciales. Ce sont les rituels d’une société sans rituel ; des sacralités passagères dans une société qui désacralise ; des fidélités particulières dans une société qui rabote les particularismes ; des différentiations de fait dans une société qui nivelle par principe ; des signes de reconnaissance et d’appartenance de groupe dans une société qui tend à ne reconnaitre que des individus égaux et identiques. (p. 28-29)

“[…] toute unité significative, d’ordre matériel ou idéel, dont la volonté des hommes ou le travail du temps a fait un élément symbolique du patrimoine mémoriel d’une quelconque communauté » (p. 2226).

Pierre NoraLes lieux de mémoire, Paris, Gallimard, 1997
Mémoire

“[…] pas le souvenir, mais l’éco-(2230)nomie générale et l’administration du passé dans le présent » (p. 2229-2230)

Pierre NoraLes lieux de mémoire, Paris, Gallimard, 1997
Mémoire-archive

« C’est d’abord une mémoire […] archivistique. Elle s’appuie tout entière sur le plus précis de la trace, le plus matériel du vestige, le plus concret de l’enregistrement, le plus visible de l’image. […] Ce que nous appelons mémoire est, en fait, la constitution gigan-[p. 31]tesque et vertigineuse du stock matériel de ce dont il est impossible de nous souvenir, répertoire insondable de ce que nous pourrions avoir besoin de nous rappeler. » (p. 30-31)

Pierre NoraLes lieux de mémoire, Paris, Gallimard, 1997
Memoria collettiva

Non è possibile ridurre a una semplice analogia il passaggio dalla memoria individuale a quella collettiva. Per questo motivo molti storici (ad es. Marc Bloch) mettono in guardia di fronte a questo concetto, che viene definito: “comodo, ma mistificatorio”. Grazie però a nuovi concetti chiave, come “immaginazione sociale” (Jacques Lacan) o “collettività immaginarie” (Benedict Anderson) si sono aperti nuovi campi per gli studi sulla memoria a indirizzo costruttivista.

Differenze fra memoria collettiva e individuale:

La prima non si basa su una rete di relazioni e reciproche conferme, al contrario: tende a relazioni polemiche nei confronti delle costruzioni delle altre memorie collettive. Non è frammentaria e incompleta, ma trae origine da racconti che, come i miti e le leggende, sono caratterizzate da una struttura narrativa e da un messaggio chiaro. Infine la memoria collettiva non è un qualcosa di fluido e labile, ma si basa su segni simbolici, che conferiscono durata, capacità di generalizzare e unitarietà alla memoria e ne consentono la trasmissione generazionale. Essa impone di essere condivisa dalla generazioni seguenti, e si differenzia dunque dalla memoria generazionale o di gruppo. Segni materiali, ripetizioni periodiche, monumenti, anniversari e rituali ne confermano la forza e il significato. 

(L’oblio è però, va ricordato, parte costitutiva di ogni tipo di memoria.)

Di tale memoria possono far parte anche le sconfitte, ma solo se si inseriscono nella narrazione martirologica dell’eroe tragico.

È però possibile trasformare la memoria eroica dei vinti (= gli eroi, i martiri) nella memoria delle vittime. Questa non si lega al desiderio di rivalsa e di vendetta, ma alla necessità del riconoscimento reciproco. Ciò può far sì che la memoria dei traumi non si erediti di generazione in generazione, trasformandosi in una cicatrice perenne.

Aleida AssmanVier Formen des Gedächtnisses, 2002
Memoria culturale

La memoria culturale si pone al di sopra di quella comunicativa e collettiva. Anche essa ha lo scopo di trasmettere esperienze e conoscenze attraverso le generazioni. Mentre le memoria collettiva però arriva a questo scopo grazie a una massima condensazione di contenuti e di simboli e al richiamo a forti emozioni psichiche, la memoria culturale si basa su media esterni e sulle istruzioni che preservano la memoria e trasmettono la conoscenza – un ruolo essenziale vi hanno ad esempio i libri, o il cinema. E tutti gli artefatti relativi al mondo dell’arte.

La memoria culturale, grazie alle sue relazioni e tensioni interne fra memoria e oblio, conscio e inconscio, visibile e celato, è infinitamente più complessa e atta alla trasformazione (ma anche più problematica e fragile) della memoria collettiva, che tende a essere unitaria e univoca.

Aleida AssmanVier Formen des Gedächtnisses, 2002
Memoria culturale attiva e passiva

Le istituzioni della memoria attiva conservano il passato come presente, mentre quelle della memoria passiva conservano il passato come passato. Come un museo, sale espositive, e magazzini che nessuno possa visitare.

Tre ambiti fondamentali della memoria culturale attiva sono la religione, l’arte e la storia. Ma i criteri di selezione di ciò che deve essere ricordato, e che deve circolare, nell’ambito della memoria culturale attiva non sono chiari né evidenti.

Aleida AssmanVier Formen des Gedächtnisses, 2002
Memoria dialogica

Consiste nel reciproco rispetto di prospettive nazionali e nella coesistenza pluralistica di differenti tipi di memoria. Le memorie individuali possono e debbono coesistere accanto alle pratiche ufficiali di commemorazione.

Aleida Assman
Memoria generazionale

Non sono solo la famiglia e la cerchia dei conoscenti a dar forma alle memorie individuali (comunicative), ma anche coloro che non conosciamo: i singoli e le loro memorie fanno parte della più vasta memoria della propria collettività, della città, della generazione. È da rimarcare come le esperienze vergognose o traumatiche si acquistino lo status di memoria, di ricordo, solo con un certo ritardo – anche decennale. La memoria della società dipende in maniera essenziale dal cambio generazionale.

Aleida AssmanVier Formen des Gedächtnisses, 2002
Memoria individuale

Fra i fenomeni più fragili e volatili, inattendibili. Ciò nonostante, è grazie ad essa che possiamo esistere come esseri individuali e individualizzati.  Meglio usare la definizione “memoria comunicativa”, per evitare l’equivoco, molto radicato nella tradizione romantica tedesca, della memoria come qualcosa di totalmente privato e soggettivo. La memoria comunicativa, che molto deve all’idea di Halbwachs di memoria collettiva, nasce in un contatto spaziale prossimo con altri esseri umani e grazie all’interazione e allo scambio reciproco di esperienze.

Aleida Assman Vier Formen des Gedächtnisses, 2002
Postmemory

“Postmemory” describes the relationship that the “generation after” bears to the personal, collective, and cultural trauma of those who came before-to experiences they “remember” only by means of the stories, images, and behaviors among which they grew up. But these experiences were transmitted to them so deeply and affectively as to seem to constitute memories in their own right. Postmemory´s connection to the past is thus actually mediated not by recall but by imaginative investment, projection, and creation. To grow up with overwhelming inherited memories, to be dominated by narratives that preceded one’s birth or one’s consciousness, is to risk having one’s own life stories displaced, even evacuated, by our ancestors. It is to be shaped, however indirectly, by traumatic fragments of events that still defy narrative reconstruction and exceed comprehension. These events happened in the past, but their effects continue into the present.

Marianne Hirschhttps://www.postmemory.net/
TESTI CULTURALI (Kulturtexten) e testi letterari

Il testo letterario  ha capacità di riproduzione grazie alla stampa, si basa sul concetto, nato nel Settecento, dell’autonomia dell’arte.

Testo culturale: suo paradigma è la Bibbia. Dal Rinascimento in poi hanno ottenuto lo status di testo culturale anche i classici, che venivano considerati portatori di valori sovrastorici. I testi culturali sostituiscono l’identità genetica.

Aleida Assman
Trauma

“Trauma does not occur from an event or occurrence that caused pain or suffering per se, but from an individual’s inability to give the past some sort of story”

Karen E. TillReply: trauma, citizenship and ethnographic responsibility, in “Political Geography”, n. 31, 2012, pp. 15-16

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